I Borghi del Respiro: per una ecologia integrale applicata*

I Borghi del respiro si sono presentati sabato 1 agosto in un seminario con diretta web organizzato in contemporanea da Fontecchio (AQ), da Nocera Umbra (PG) e Leonessa (RI) a cura dell’Associazione Nazionale Borghi del Respiro presieduta dall’Avv. Luciano Morini e dalla Dott.ssa Francesca Marinangeli in qualità di coordinatrice del Comitato Scientifico dell’Associazione. 

I primi 15 Comuni italiani aderenti hanno firmato il “Patto per il Respiro”, impegnandosi simbolicamente ed effettivamente, nell’ambito dell’Associazione Nazionale Borghi del Respiro, a tutelare la salubrità ambientale, a migliorare lo sviluppo e il turismo sostenibile locali e la vivibilità del borgo, perseguendo l’obiettivo di proteggere la salute e il benessere respiratorio di cittadini ed ospiti e al contempo di promuovere una cultura della salute. A prescindere dall’emergenza Covid-19, infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ricorda che l’inquinamento atmosferico rappresenta una delle principale causa di mortalità nelle zone sviluppate e riduzione della vita media in quanto fattorie primario nello sviluppo di malattie cardiache e respiratorie.

I Borghi del Respiro sono situati in distretti di buona qualità dell’aria attestati dai principali parametri nazionali (D. Lgs. N. 155/2010) definiti in attuazione del Piano Europeo per l’aria pulita COM (2013)918.  Oltre a questa qualità intrinseca, i Comuni che aderiscono all’Associazione Nazionale Borghi del Respiro siglano un “Patto del Respiro” con il quale si impegnano formalmente ad offrire a residenti e turisti servizi dedicati alla salute respiratoria, ma non solo. Il patto del respiro significa prevenzione della salute ma anche alleanza e perseguimento di uno sviluppo sostenibile, protezione della natura, monitoraggio della qualità dell’aria e promozione di sani stili di vita.

Il nuovo rapporto Air Quality Life Index (AQLI) realizzato dall’Università di Chicago ha ribadito come nonostante il coronavirus, l’inquinamento atmosferico rimane ancora il maggior fattore di rischio per l’aspettativa di vita globale. Lavorando senza essere visto all’interno del corpo umano, l’inquinamento da particolato ha un impatto più devastante sull’aspettativa di vita rispetto alle malattie trasmissibili come la tubercolosi e l’HIV/AIDS, e addirittura al fumo di sigaretta e persino alla guerra.
Anche in merito al Covid-19 nella comunità scientifica si discute sui possibili legami con l’inquinamento ed in particolare sulle cause della differenta modalità di diffusione di questo virus che colpisce le vie respiratorie. Diversi studi hanno accertato una correlazione tra zone particolarmente inquinate e aggressività del nuovo coronavirus dovuta al ruolo di facilitatore nella trasmissione del virus che il particolato avrebbe per la capacità di queste particelle inquinanti di penetrare negli alveoli polmonari. 
Sebbene ancora non sia stato accertato il rapporto di causa effetto, già da tempo è stata comunque accertata in ambito medico la relazione tra la prolungata esposizione all’inquinamento atmosferico e le malattie respiratorie e cardiache che rappresentano di gran lunga la principale causa di morte negli uomini. 
Secondo l’OMS L’inquinamento atmosferico ogni anno uccide 7 milioni di persone nel mondo. Nessuno si salva visto che 9 cittadini su 10 respirano aria contenente alti livelli di sostanze inquinanti.

Il progetto si avvale di un comitato scientifico che ha definito il regolamento e ha proposto un pool di azioni virtuose alle quali i Comuni possono aderire per preservare, migliorare e valorizzare la qualità dell’aria dei propri territori nell’ottica di uno sviluppo sostenibile (Agenda 2030 ONU). Il Comitato, di livello scientifico elevatissimo, vede la partecipazione dei seguenti Enti: CREA, Centro di Ricerca Politiche e bio-economia, come coordinatore (settore: Biopolitiche rurali e protezione della natura); AIPO-ITS – Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italiana Thoracic Society (settore: Prevenzione della salute respiratoria e sani stili di vita); ISTO-OITS Organizzazione internazionale del Turismo Sociale rappresentato in Italia daUNPLI, Unione Nazionale Pro-Loco d’Italia (settore: turismo sociale e sostenibile); ISPRA, IstitutoSuperiore Per la Protezione e la Ricerca Ambientale, (settore: ambiente e monitoraggio della qualità dell’aria); Associazione Italiana Pazienti BPCO onlus, (settore: formazione ed informazione al pubblico).

I Borghi del respiro rappresentano la prosecuzione in ambito nazionale del progetto pilota “Nocera Umbra Oasi del respiro del respiro” avviato allorquando il sottoscritto in qualità di assessore con la consulenza della dott.ssa Marinangeli propose la realizzazione di una serie di azioni finalizzate a valorizzare le qualità naturalistiche e ambientali di Nocera Umbra. 

Il progetto dei “Borghi del Respiro” non si limita a migliorare l’offerta turistica dei Comuni aderenti ma aspira ad essere un progetto nei quali le amministrazioni siano coinvolte in un impegno complessivo che si ponga come strategia contro lo spopolamento che soffrono tutti i Borghi delle aree interne italiane. Anche Papa Francesco nell’enciclica “Laudato Sì”, sulla cura della casa comune, ci ricorda che “tutto è connesso” ovvero che “Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura” (n. 139). In altre parole, “non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (n. 49).

Per questo motivo gli ambiti sui quali invitiamo le amministrazioni a lavorare non si limitano agli aspetti turistici. La sfida che lanciamo ai Comuni delle rete Borghi del respiro è quella di essere creativi, stimolando l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali nel rispetto dei principi dell’economia circolare, per contrastare lo spopolamento delle aree interne del nostro Paese.
Pochi mesi fa, prima della pandemia Covid-19 è giunta la notizia che per la prima volta nella storia il numero delle persone che nel mondo vivono in città ha superato quelle che vivono in campagna. Oggi a molti parlano di ritorno ai borghi, di nuovo sviluppo a partire dall’aree interne. Noi siamo molto felici di questo ma al tempo stesso crediamo che la riscoperta delle aree interne non possa essere legata solo al turismo.

Il rilancio dei Borghi passa attraverso un nuovo sistema economico che consenta la creazione di nuovi posti di lavoro nell’agricoltura, nel commercio, nell’artigianato e nei servizi attraverso la valorizzazione e la promozione delle risorse ambientali e favorendo il ritorno alla vita e al lavoro nei borghi, con l’aiuto delle nuove infrastrutture digitali e tecnologiche che diventano essenziali per lavorare e vivere nei borghi montani.

Per questo non è casuale la scelta di Comuni di montagna che hanno vissuto o vivono il dramma del terremoto. Perché vogliamo mettere a disposizione di queste realtà a cui siamo legati e di cui riconosciamo l’importanza per il patrimonio ambientale culturale e sociale italiano, una serie di proposte e un supporto scientifico che possa aiutarli ad esprimere la generatività necessaria al loro rilancio. Siamo convinti, infatti, che il nuovo rinascimento italiano debba assumere come spunto le bellezze naturali dell’aria, dell’acqua, della terra e dai borghi montani diffondersi in tutto il Paese.

Ecco la lista dei primi 15 Comuni aderenti nelle Regioni attualmente coinvolte: Abruzzo –  Fontecchio, Lucoli, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio, Scanno, Secinaro, Tione degliAbruzzi, Villa S. Angelo; Lazio- Amatrice, Cittareale e Leonessa; Umbria- Cascia, Nocera Umbra, Passignano sul Trasimeno, Sigillo. L’obiettivo è quello di crescere già dal prossimo anno con le adesioni di altri Comuni provenienti anche da altre Regioni d’Italia che abbiano le stesse qualità ambientali e la voglia di lavorare su questi temi.

*pubblicato sul periodico “L’Altranocera”

Il logo del marchio Borghi del Respiro

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