Se la politica mette il lucchetto alla vita di tutti i giorni

Senza scomodare il caso dei centri di trattenimento in Albania che hanno causato una spesa inutile senza risolvere alcun problema, ecco alcuno “piccoli” esempi di come l’estesa politica securitaria del governo Meloni, ossessionata dal mantra della “sicurezza”, ostacola lo sviluppo economico e sociale del Paese, stroncando la libera iniziativa, difendendo gli interessi di alcune categorie forti, senza tutelare le fasce della popolazione più deboli:

– divieto di ricerca e vendita della carne in vitro a vantaggio dei produttori (con la scusa della sicurezza alimentare);

– obbligo di pausa dei noleggi con conducente NCC a vantaggio dei tassisti;

– divieto dei negozi di Cannabis legale su cui tanti giovani avevano investito (con la scusa della sicurezza della salute)

– obbligo di casco e assicurazione per i monopattini a vantaggio degli automobilisti (con la scusa della sicurezza stradale);

– obbligo di identificazione diretta per gli affitti brevi, a vantaggio degli albergatori (con la scusa della sicurezza sociale).

A proposito di quest’ultimo intervento, sarebbe certamente più utile sostenere politiche finalizzate ad aumentare l’offerta degli affitti a lungo termine attraverso più edilizia residenziale pubblica, sviluppando l’edilizia verso l’alto con meno consumo di suolo, regolare le norme sulla morosità per non far gravare sui privati le difficoltà economiche degli affittuari ma ponendo a carico dello Stato la protezione di chi non riesce a pagare un affitto.

Ma tutto ciò richiede un impegno politico vero e non proclami o provvedimenti “spot” che non servono a nulla se non a complicare la vita a chi prova a farcela.

Quando si parla di confronto fra semplificazione e complessità dietro non ci sono solo gli slogan della politica ma la vita vera delle persone.

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